Miracoli operati dal Signore per intercessione della Beata

In questa pagina sono citati solo alcuni miracoli operati dal Signore per intercessione della Beata Maria di Gesù prima della sua beatificazione. Il Signore ancora oggi continua ad operare segni per glorificare la sua serva fedele. Per chi fosse interessato ad approfondire questo argomento, invitiamo a leggere i libri pubblicati negli ultimi anni. in modo particolare il seguente testo: LA MIA VOCAZIONE E DI CONSOLARE IL SUO CUORE di Paolo Risso ( Vita e miracoli della Beata Maria di Gesù) - Editrice Velar

Erisipela* grave. Svizzera, 1898 Relazione della Madre Amelia. Verso la fine del mese d'aprile 1898 fui affetta da una forma grave di erisipela (*si tratta di una malattia cutanea accompagnata da febbre alta che, se non curata, progredisce provocando complicazioni polmonari). Per impedire l'avanzamento del male il dottor B. m'aveva pennellato il collo con un apposito preparato. Man mano che il farmaco si seccava avevo l'impressione d'essere strangolata, la febbre aumentava e credevano che delirassi; in effetti non mi ricordo d'essermi alzata, ne' d'aver aperto la finestra in piena notte, come invece raccontai quella notte alla suora dell'infermeria, accorsa al mio capezzale, che mi trovò molto aggravata. Ricordo solo che la superiora mi propose d'iniziare quel giorno stesso una novena alla nostra Reverenda Madre Fondatrice e che accettai. Mi diede un berrettino che era appartenuto a lei, da mettere sul capo, cosa che feci con la massima confidenza e la sera m'addormentai facilmente, dopo diverse notti d'insonnia. Al mattino mi risveglia completamente guarita. Niente più febbre, ne' dolori, ma solo una gran fame, perché da diversi giorni mi nutrivo solo di poche gocce di latte. Testimonio che in questa circostanza ebbe un soccorso del tutto particolare da parte della nostra Venerabile Madre Fondatrice, perché più tardi soffrii dello stesso male a Torino e benché m'avesse colpito in forma meno grave impiegai molto tempo a guarire, sono dunque convinta che senza l'intervento della Venerabile Madre sarei probabilmente morta per l'imprudenza di quella notte d'aprile in cui apersi la finestra, perché le notti d'aprile sono fresche in questi paesi di montagna. Testimonio la veridicità di quanto affermo, in fede: M. Amelia del Sacro Cuore II parte Relazione della Reverenda Madre Superiora: verso la fine d'aprile 1898 madre Amelia del S.C. assistente, ebbe un'erisipela a placche che la rendeva del tutto irriconoscibile. La facemmo curare dal dottor B. che per arrestare il male ordinò un rimedio molto energico, pennellando il collo dell'ammalata con una preparazione che induriva seccandosi. Così quella notte, sotto la suggestione della febbre che saliva, sentendosi mancare il respiro, commise l'imprudenza d'alzarsi e d'aprire la finestra; nei paesi di montagna le notti sono fresche... sta di fatto che al mattino il suo stato era parecchio aggravato e da parte mia avevo paura che nuove cure l'avrebbero uccisa. Allora mi rivolsi alla Nostra Venerabile Fondatrice, iniziammo una fervente novena ed io stessa portai all'ammalata un berrettino che era appartenuto alla stessa Serva di Dio e glielo sistemai in capo. La sera s'addormentò, cosa che non aveva potuto fare da diversi giorni e quando si risvegliò era perfettamente guarita. Niene più febbre, ne' dolori. Il dottor B. a cui raccontammo tutto, ci ha risposto che considerava questa guarigione un miracolo, perché non si può guarire da questo male in un giorno solo. Resto quindi convinta che la nostra Beneamata Serva di Dio sia corsa in nostro aiuto in questa situazione critica. Testimonio la veridicità di quanto affermo, in fede: M. Clemente di J. Superiora 11 giugno 1922

Conversione e morte cristiana Marsiglia, 18 marzo 1922 Relazione di Monsignor Abate X. Da quando la signorina R. fu gravemente ammalata, la madre superiora delle Figlie del Cuore di Gesù le fece portare una reliquia della Venerabile Madre Maria di Gesù e raccomandò di fare una novena indirizzandosi a Dio attraverso l'intercessione della Venerabile Madre. Alla prima visita seppi dall'ammalata stessa che aveva ricevuto la reliquia con soddisfazione e che la portava addosso; constatai io stesso che la giovinetta, nonostante la malattia avanzata, sperava nella guarigione a pertanto non voleva sentir parlare di Sacramenti. Io insistevo con la maggior dolcezza possibile: - Dopo che avrete ricevuto il sacramento della Penitenza e la Santa Comunione sarete certamente più cara al Buon Dio e le vostre preghiere avranno maggiori probabilità d'essere esaudite. - la risposta fu un cortese, ma fermo rifiuto, condiviso da tutti coloro che la circondavano, senza lasciarla sola un momento. Prima d'allontanarmi la invitai comunque ad unirsi alle preghiere che stavamo facendo per lei con tanto fervore. Vedendo aggravarsi sempre più lo stato dell'ammalata, nella seconda visita le parlai di nuovo dei Sacramenti - Quando sarò guarita - replicò - andrò a fare la Comunione in chiesa; per il momento voglio pensare soltanto alla mia guarigione. Le proposi allora di recitare ad alta voce la preghiera per la beatificazione della Venerabile Fondatrice, nella speranza che la santa Madre interceda in suo favore. La fanciulla ne fu entusiasta e rispose nel migliore dei modi alle preghiere, inginocchiandosi come tutti i presenti. Congedandomi le ricordai che restavo a sua disposizione giorno e notte, pertanto non doveva farsi scrupoli di mandarmi a chiamare. Le preghiere alla Venerata Madre Maria di Gesù raddoppiarono d'intensità. La suora che si recava a farle visita continuava a ripeterle quanto fosse aiutata sotto questo punto di vista e l'incoraggiava ad invocare la venerata Madre. In fondo all'anima eravamo convinti che dall'alto del cielo la nobile vittima che il 27 febbraio 1884 aveva bagnato col suo sangue la terra della Servianne sarebbe intervenuta maternamente. Non si trattava forse della figlia di quello che in quel giorno tragico aiutò a trasportare la Madre morente all'interno del Convento? Qualche mese prima non aveva aiutato quest'uomo caritatevole a morire cristianamente? Molte circostanze l'avevano chiaramente indicato. Sarebbe ora potuta restare indifferente di fronte all'anima della bambina che stava seguendo così in fretta suo padre nella morte? No, il cuore dei santi, modellato su quello Divino di Gesù, si mostra sempre riconoscente, rendendo con generosità anche i più piccoli benefici ricevuti. Lunedì 13 febbraio la nostra speranza fu di colpo appagata. Verso le due e mezzo del pomeriggio vennero a cercarmi, perché l'ammalata mi reclamava. Accorsi al suo capezzale. Respirava a fatica ed il suo sguardo angosciato pareva chiedermi se fosse questa la fine. Compresi che m'aveva cercato per fare ciò che fino allora rifiutava e dopo qualche parola di conforto invitai tutti i presenti ad uscire. L'ammalata si confessò senza difficoltà e dopo aver ricevuto la santa Assoluzione manifestò spontaneamente la più viva gioia, esclamando ad alta voce per ben due volte, in presenza di sua madre e d'un'altra persona: - Oh! Come sono contenta adesso! - accettò anche con lo stesso animo la mia offerta di portarle la Santa Comunione e dopo averla lasciata un'oretta per permetterle di prepararsi bene, con l'aiuto della Suora, le portai il Viatico. Era una vittoria della grazia: il credito celeste della Venerata Madre Maria di Gesù aveva certamente avuto la sua parte. La confidenza di coloro che s'erano affidati a lei era stata esaudita e pertanto era destinata a crescere. L'indomani, alle prime ore del giorno, la fanciulla spirava, lasciando i suoi nel dispiacere profondo d'averla perduta a 24 anni! La sua anima passando dall'oscurità di quaggiù alla luce dell'eternità, avrà senz'altro compreso subito il prezzo di una morte cristiana che da accesso alla vera vita ed a testimoniare una riconoscenza senza limiti alla Venerata Madre Maria di Gesù, sua benefattrice nell'ora suprema. Abate X. II Relazione della Madre Superiora delle Figlie del Cuore di Gesù Febbraio 1922 Noi pregammo per qualche tempo per la signorina R., giovanetta non praticante che ci avevano detto colpita da una malattia mortale, ma poiché l'andamento del male non era uniforme, pur potendo morire da un momento all'altro, s'illudeva di poter guarire e non voleva sentir parlare di confessione. Dopo qualche giorno, poiché peggiorava, le inviammo una reliquia ed un'immagine della nostra Venerabile Madre Fondatrice, che ricevette volentieri, nella speranza di essere guarita... anche al sacerdote che la seguiva prometteva di frequentare la chiesa ogni giorno in cambio di quella guarigione che invece le era negata. Ed ecco che il 13 febbraio domandò lei stessa l'assistenza del sacerdote. La confessione richiede solitudine, ma la madre non voleva allontanarsi dal suo capezzale. Il sacerdote pregò. In quel momento vide che la madre s'avvicinava all'ammalata con un infuso freddo e le disse: - Questa bevanda fredda farà male all'ammalata, bisogna riscaldarla. - Non appena si fu allontanata la confessione fu effettuata. La povera bambina, felice, non faceva che ripetere - Come sono contenta, come sono contenta! Allora - le propose l'abate - ditelo a vostra madre! Allorché la madre tornò la fanciulla esclamò in una vera e propria esplosione di gioia: - Mamma, come sono contenta! Avevo un peccato qui (e si mostrava il petto) come sono contenta! - oh! Bontà divina! Qualche istante dopo Gesù si donava a lei, attendendo il giorno in cui l'avrebbe chiamata a Sé, mercoledì 15. Monsignore Abate e noi stesse attribuiamo questa grazia alla nostra Venerata Madre Fondatrice. Ecco come sono riconoscenti i santi! Maria Luisa del Sacro Cuore N. Superiora

Grazia straordinaria (due persone guarite simultaneamente dalla stessa malattia) Svizzera, 23 febbraio 1922 I sottoscritti dichiarano, conforme alla verità, e per affetto nei confronti della venerabile Madre Maria di Gesù d'essere stati soccorsi in maniera sorprendente durante le loro malattie. Era il febbraio del 1920 quando mio marito, cameriere di 41 anni, fu colto da una forte influenza, che degenerò ben presto in polmonite e qualche giorno dopo la stessa malattia colpì anche me, Carolina M., di 40 anni e madre di due bambini piccoli. Il male fu così violento che ci furono somministrati i Sacramenti. Ogni speranza di guarigione era scomparsa. Allora mia madre, Carolina P., scrisse al convento di San Giuseppe a Schwyz, da cui le Figlie del Cuore di Gesù inviarono una reliquia della loro Reverenda Fondatrice, con la promessa di pregare la Madre Maria di Gesù per noi. Abbiamo dunque sperimentato in modo meraviglioso il soccorso della Venerabile Serva di Dio. L'intensità della malattia diminuì, la conoscenza tornò... e benché avessero perduto la speranza di salvarci (la famiglia presso la quale il mio caro marito lavorava da vent'anni aveva già ordinato la corona di fiori per la sua tomba) noi sentimmo le forze ritornare a poco a poco e fummo guariti completamente per Pasqua e potemmo festeggiare la resurrezione del Salvatore. Lunedì di Pentecoste, il 24 maggio 1920 potemmo addirittura visitare di persona il piccolo convento di San Giuseppe a Schwyz, per ringraziare il Cuore di Gesù del soccorso ricevuto dalla sua Serva Maria di Gesù Deluil-Martiny. Da allora mio marito ha potuto riprendere il suo faticoso lavoro senza che la sua salute ne risenta ed anch'io, benché non sia più robusta come prima, ho forze sufficienti ai miei doveri di madre di famiglia. Testimonio tutto ciò piena di riconoscenza per il soccorso di Dio e l'assistenza della sua Serva, Maria di Gesù. Carolina M.P. Francesco M. II Testimonianza di Monsignor Abate H. Il sottoscritto attesta che M.Francesco M. e sua moglie Carolina hanno ricevuto gli Estremi Sacramenti nella primavera del 1920 durante una malattia che pareva doverli portare alla morte. Silvestro H. Curato III Testimonianza della signora Carolina P. Nel mese di febbraio 1920 il mio caro genero Francesco M. e la mia cara figlia Carolina M.P., che abitano in Svizzera, furono colti dalla polmonite. Il medico aveva perso ogni speranza di guarigione e furono loro pertanto amministrati gli ultimi Sacramenti. In questa grande angoscia scrissi alle figlie del Cuore di Gesù a Schwyz, domandando al più presto il soccorso delle loro preghiere. Promisero di fare una novena alla Venerabile Madre Maria di Gesù Deluil-Martiny ed ebbero la bontà d'inviarmi una particella del suo abito. La regalai ai cari ammalati e cominciai a pregare. Il soccorso desiderato non si fece attendere a lungo, perché l'intensità della malattia diminuì, i due ammalati guarirono in fretta e ripresero le loro forze, tanto da poter celebrare con noi delle gioise feste pasquali. Testimonio i fatti secondo verità, pienamente riconoscente alla Venerabile Madre di Gesù. Schwyz, 21 febbraio 1922

 

Perseveranza nella Vocazione Italia, 18 dicembre 1916 Mia Reverenda Madre, ho letto con piacere la biografia della vostra venerabile Madre Fondatrice. M'ha fatto un gran bene e m'ha reintegrato nel vero spirito religioso. Son rimasto profondamente edificato. La grande prova di questi anni di guerra, subita sotto gli aspetti più terribili, aveva fatto un po' vacillare in me il fervore dei voti sacri, rinnovati così sovente coi miei amati confratelli, ora dispersi o spinti come me all'angoscia ed al dolore. Uno dei miei compagni d'arme, religioso dell'Ordine di San Francesco ed io stesso, ritirati in disparte, abbiamo letto insieme, alla luce d'una lampada notturna, la vita della Madre Maria di Gesù, mentre non lontano da noi infuriava il clamore della battaglia. La vita della Vostra Madre, il suo serafico amore per Gesù, il suo spirito di sacrificio, hanno versato un balsamo benefico sul mio cuore disseccato. Oh! Possa anch'io a mia volta amare così efficacemente, invece che servire sempre con maggior negligenza! L'esempio di San Domenico, mio Beato Padre, di Santa Caterina, mia Sorella, e d'un gran numero di valenti eroi di Cristo, che m'hanno preceduto in questo Santo Ordine, non avevano per così dire più forza per toccare il mio animo indurito! Questa lettura m'ha fatto arrossire della mia vita miserabile, piena d'infedeltà! L'amore che la santa Fondatrice ebbe per il Sacerdozio, amore che avrà senz'altro comunicato in qualche misura alle sue Figlie, fu per me un potente motivo di sperare che con l'aiuto della vostre preghiere potrò anch'io realizzare completamente le mie aspirazioni! Degnatevi dunque, Reverenda Madre, di pregare un po' per me con la vostra Comunità.

Parto fortunato Svizzera Il 27 agosto 1916, due mesi prima del termine in cui era previsto, la mia cara moglie Teresa S., che allora aveva trentatrè anni ed aveva goduto fino a quel momento d'un'ottima salute, ebbe una crisi di soffocamento così violenta da far temere che morisse prima d'averle amministrato gli ultimi Sacramenti. Già si notavano tutti i sintomi della fine, quando mia madre, la defunta Paolina S., che da tempo aveva una grande venerazione per la Reverenda Madre Maria di Gesù, ebbe l'idea di sistemare una reliquia della Serva di Dio sotto la testa dell'ammalata. Pochi minuti dopo la crisi si calmò, la mia cara moglie riprese vita e ricevette in piena coscienza i sacramenti. Il bimbo poté a sua volta essere battezzato e felice piccolo angelo, prese subito dopo la strada del Cielo. La mia cara moglie non ebbe altre crisi, si ristabilì in fretta e da allora sta sempre bene. Io attesto tutto ciò pieno di riconoscenza nei confronti della Venerata Madre Maria di Gesù, che noi amiamo molto e di cui imploriamo costantemente protezione e conforto. Augusto S. e la felice miracolata Teresa S. II Dichiarazione della signora Teresa V. levatrice diplomata Svizzera, 16 febbraio 1922 Il 27 agosto 1916 ho assistito la signora Teresa S. alla nascita del suo primo figlio, che ebbe luogo due mesi prima del termine. Il giorno precedente aveva avuto una crisi di soffocamento così violenta che si temeva per la sua vita. Ma sua suocera, la defunta signora Paolina S., che aveva una grande confidenza nella Serva di Dio Madre Maria di Gesù Deluil-Martiny, sistemò una delle sue reliquie sotto la testa dell'ammalata ed in pochi minuti la crisi si calmò. Dopo di che la signora Teresa S. riprese quasi una nuova vita e poté ricevere in piena coscienza gli ultimi Sacramenti. Il bambino poté essere battezzato e morì subito dopo. La giovane madre non ebbe altre crisi, si ristabilì presto e d'allora gode di buona salute. Io non posso che attribuire all'intercessione della Serva di Dio Maria di Gesù il felice esito che ho appena descritto e la piena guarigione della signora Teresa S. Che possa proteggere anche me? Signora Teresa V. levatrice III Attestazione della signora Luisa R. H. S., 17 febbraio 1922 La sottoscritta testimonia, con questo scritto che la Signora Teresa S. ha sperimentato il 27 agosto 1916 in una maniera notevole, il benevolo soccorso della Venerata Madre Maria di Gesù, quando nel corso d'una violenta crisi di soffocamento che precedeva il suo parto prematuro, fu salvata dalla morte dal contatto con una reliquia della Serva di Dio. Io credo questo fermamente. Luisa R.

 

Soldato mortalmente ferito Belgio, 1921 Relazione dell'abate Augusto di C. fratello del miracolato. Il soldato belga Leone di C. era stato affidato fin dall'inizio della guerra del 1914 al patronato speciale della Serva di Dio, Madre Maria di Gesù Deluil-Martiny. Le Figlie del Cuore di Gesù della Basilica d'Anversa gli avevano infatti promesso preghiere e sacrifici continui. Gli fecero arrivare al fronte una reliquia della biancheria della Fondatrice e Leone la portava addosso. Per due volte fu ferito gravemente. Durante l'offensiva del settembre-ottobre 1918 ebbe i polmoni perforati da schegge di proiettili all'altezza del cuore. I suoi compagni lo trasportarono moribondo. Il cappellano gli somministrò l'Estrema Unzione e quando la sera arrivò l'ambulanza militare i medici giudicarono vani gli sforzi per salvargli la vita. Il Sacro Cuore di Gesù aveva deciso diversamente: che Leone rimanesse in vita per diventare - secondo quanto testimonia il cappellano - il soldato modello dell'ambulanza, esempio della comunione quotidiana dei soldati. Nel gennaio del 1919 Leone rientra in famiglia. S'è rimesso completamente, anche se le schegge non sono state tolte. A maggior gloria di Dio e per ringraziare della grazia ottenuta il sottoscritto, fratello del soldato Leone, osa affermare in nome di tutta la famiglia che ciò è avvenuto per l'evidente protezione del Sacro Cuore di Gesù e con l'intercessione della serva di Dio, Maria di Gesù. Per ottenere tale protezione erano stati fatti dei pellegrinaggi alla Basilica del Sacro Cuore dal 1914 al 1918 ed in casa il sacro Cuore era stato incoronato. Sacro Cuore di Gesù, che venga il tuo regno! Firma: Augusto di C. prete e professore al collegio X II Al Medico, direttore dell'ospedale di X Ho l'onore d'informarvi che le radiografie del torace del soldato Leone di C. mostrano l'esistenza di tre schegge: la prima delle dimensioni di un pisello, fuori dai polmoni e dal torace, verso l'ascella sinistra; la seconda grande quanto un fagiolo e vicinissima ad un vaso, nel torace sinistro, un terzo nel polmone destro, della grossezza d'un pisello, all'ombra della quinta costola. La parenchima polmonare presenta sulla sinistra un aspetto macchiettato. Firma: Dottor L. il 3 marzo 1919 Il sottoscritto, fratello del soldato leone di C. certifica sotto giuramento - Dio sia il mio testimone - che la copia presente è conforme all'originale. Firma: Augusto di C. prete, 13 agosto 1921

Doppia polmonite mortale Provincia di Milano, 9 agosto 1910 Nei primi giorni del mese d'ottobre 1909 mi trovai affetta da una polmonite doppia, il dottor C. giudicò il mio caso talmente grave, che non mi lasciò alcuna speranza di guarigione, visto la mia età avanzata. Non tardai a constatare che il dottore diceva la verità: in breve mi trovai in punto di morte e mi furono amministrati gli ultimi Sacramenti. La sera di quello stesso giorno mio figlio mi portò una reliquia dell'abito della Serva di Dio, Madre Maria di Gesù, fondatrice delle figlie del Cuore di Gesù, che le suore gli avevano regalato e m'esortò a mettermela addosso e ad unirmi, almeno spiritualmente, alla novena di preghiera che stavano iniziando le suore proprio per ottenere la mia guarigione. Acconsentii con fede e confidenza e conservai per tutta la notte la preziosa reliquia sul petto; sul far del mattino l'oppressione cessò e mi sentii in qualche modo resuscitata. Il sacerdote che m'aveva somministrato l'estrema Unzione ed i medici arrivarono, credendo di trovarmi morta e quale non fu la loro sorpresa, dei medici soprattutto, constatando che il pericolo era passato e mi trovavo in via di guarigione. Il miglioramento fu rapido ed al momento sto bene, e non ho più nessuna traccia del male. Io attribuisco questa grazia all'intercessione della Serva di Dio Madre Maria di Gesù. Possa questa dichiarazione essere una prova di riconoscenza ed ottenermi la grazia che la salute ottenuta in modo tanto prodigioso serva alla Gloria di Dio ed al maggior bene dell'anima mia. Giovanna G. Posso certificare che mia madre appena toccata la reliquia della Madre Maria di Gesù Deluil-Martiny ha ottenuto la guarigione, che è veramente una grazia. Io, suo figlio J.G. Seguono le firme di: Abele G. suo marito Luisa Z. Carlo Z.